#rossanacampo, dove troveremo un altro padre come il tuo?

Ascolta l’audio integrale della terza puntata di “Nel becco del gallo“, in onda tutte le domeniche alle ore 9.00 su Radio Radiosa

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rossana-campo-2Renato, il padre di Rossana, è un uomo dalle mille sfaccettature, molto intrigante per certi aspetti. Renato a volte dimostra una grande affinità, e attenzione, nei confronti di sua figlia Rossana, e della vita in generale. Molto più spesso, però, si lascia andare al suo modo burbero e a tratti purtroppo violento… Read More

#Appia: suggestioni potenti con #PaoloRumiz lungo “la madre di tutte le vie”

Ascolta l’audio della seconda puntata di “Nel becco del gallo“, in onda tutte le domeniche alle ore 9.00 su Radio Radiosa

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paolo-rumizPer i Romani era “la regina della strade”. Qualcuno oggi la chiama “la madre di tutte le vie”. Collegava Roma a Brindisi, uno dei più importanti porti da cui partivano le rotte commerciali per la Grecia e l’Oriente. Una via oggi quasi dimenticata dalla maggior parte di noi, se non fosse per alcuni sprazzi di “resistenza” quasi “partigiana” che la sottraggono alla totale incuria e allo sfacelo.

E’ la via AppiaRead More

#quattrotazzeditempesta: così #nelbeccodelgallo arriva su #radioradiosa

Ascolta l’audio della prima puntata di “Nel becco del gallo“, in onda tutte le domeniche alle ore 9.00 su Radio Radiosa

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federica-bruniniIn un paesino del Sud della Francia, Viola, una ex modella di 40 anni, vive con la sua piccola cagnolina a Le Calmette, per lei una sorta di luogo dell’anima.

Viola ha un negozio di the provenienti da tutto il mondo. La sua passione e la sua specialità sono quelle di trovare la miscela giusta per le emozioni di ciascun cliente, inventando persino ricette di pietanze a base di the. C’è un infuso per ogni stato d’animo: strappa-sorrisi, leva-paura, antimalinconia, sveglia-passione, porta-passione, e c’è persino il the abbraccio!

Per il suo compleanno, ogni volta Viola raduna a Le Calmette le sue 3 amiche più strette: Maria Vittoria, che tutte chiamano “Mavi”, Chantal e Alberta. Si conoscono da molto, e credono di conoscersi a fondo. In realtà ognuna di loro cova dentro una profonda inquietudine, che questa volta… gli infusi di Viola, e una serie di situazioni, porteranno a rivelarsi. Con non poche sorprese.

Tutto questo ce lo racconta Federica Brunini, scrittrice e giornalista, nel suo ultimo romanzo “Quattro tazze di tempesta”.

img_8835Ma sbaglieremmo a pensare ad un romanzo per sole donne. “Quattro tazze di tempesta” è per tutti quelli che hanno la capacità di scendere agli inferi, di attraversare una tempesta e di uscirne trasformati.

Certo, resta qualche cicatrice, ma siamo …sicuri che queste non ci rendano ..davvero irripetibili, e in un certo senso..migliori?

Lo sostiene anche Federica Brunini, che in Quattro tazze di tempesta richiama l’antica tecnica giapponese del kintsukuroi, attraverso la quale si riparano le ceramiche con minuscole colate di oro e di argento. Come se dalla imperfezione e da una ferita potesse nascere una unicità, una forma di maggiore perfezione estetica e interiore.

A questo proposito, voglio leggervi alcuni brevi versi che ho scritto qualche tempo fa, osservando, e sfiorando, un segno sul mio corpo.

Ecco i versi di …“Cicatrice”:

Perché distogli lo sguardo
dal mio lucido turgore?
Ho fatto quanto potevo
col resto del tessuto!

Ricombinare pezzi
è mestiere antico
ma il segno resta
dentro quell’inciso.

Le tue dita inquiete
percorrono il cordone,
camuffi con carezze
il forte turbamento.

Per me, unica parte
profonda e vera,
di ciò che offri al mondo
nel levigato apparire.

Ma queste sono solo alcune pillole di Quattro tazze di tempesta. Domenica 11 settembre, su Radio Radiosa, abbiamo parlato di molto altro ancora anche intervistando la scrittrice nella prima puntata di Nel becco del Gallo, la trasmissione di parole e musica in onda ogni domenica, dalle 9.00 alle 10.00, come invito alla lettura e all’ascolto: scarica allora il podcast dalla pagina Facebook di Radio Radiosa Music, oppure clicca sul link in alto nella pagina, e ascolta la trasmissione! Troverai molte sorprese, e spunti di riflessione.

Ma soprattutto, non mancare l’appuntamento con Radio Radiosa domenica 18 settembre, sempre dalle 9 alle 10, per la seconda puntata di

Nel becco del gallo…. Sperando che canti!

Sergio Gallo

Il muro e il pianto

Muro

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Basta lacrime!
– disse Muro a Pianto,
lasciando scivolare
quelle gocce saporite -. Read More

#vetrine

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vetrine

Vagabondo vertiginosamente: via via, valico ventosi versanti. Vigorosi virgulti variegati vivificano voluttuosamente verdi vallate. Read More

#14verticale

Cruciverba

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1 orizzontale: “Ai piedi dell’arcobaleno“… mmm, cosa c’è ai piedi dell’arcobaleno? Read More

#Zafarān

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terra

Sono al chiuso, al buio, senza cibo né acqua da giorni. E ho terra tutta appiccata addosso.

Con me, forse mille altri. Anche nell’oscurità, pur non toccandoci, percepisco nettamente la loro presenza. Di chi mi sta accanto, sento il metabolismo profondo, brutalmente rallentato nel vivere. O per sopravvivere, piuttosto.

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Ai piedi dell’arcobaleno (terza e ultima parte)

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..Visto così, dall’alto, era stupefacente. E appena poco più sopra se ne intravedeva addirittura un altro. Ma non era solo uno spettacolo immenso: quei due arcobaleni sotto di noi ci riportavano in vita..

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..Adesso mi ero perso sul serio! Tutti ci eravamo persi!

Vagavamo sempre a ventaglio cercando un punto di riferimento. Fu il Buon Andrea, più a sinistra di tutti, a vederlo per primo: era un piccolo palo di legno con attaccata una freccia: l’indicazione diceva Capanna Morgantini. La Capanna era molto più a ovest, praticamente Read More

Ai piedi dell’arcobaleno (seconda parte)

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..Non ero sul set di Matrix, e nessuno mi aveva infuso durante la notte un software nel cervello con un corso accelerato per scalare le montagne. Non so, forse a volte il fatto di respirare insieme ad altri alcune emozioni crea invisibili anastomosi, che trasfondono certo sapere e ti predispongono all’ignoto..

Digitalizzato_20160221…In 3 erano decisi a farlo: Capo Giuseppe, e poi Mauro “il Taciturno”, dal viso eternamente nascosto da barba, baffi e capelli foltissimi, e “il Buon“Andrea, silenzioso anche lui ma con lo sguardo dolce e la faccia pulita. Gli altri sarebbero ridiscesi passando sempre dai laghetti, ma tenendosi a nord del massiccio. Serviva un quarto uomo, per stare in coppia in alcuni tratti un po’ insidiosi, anche se il percorso non era da veri scalatori. Con la stessa naturalezza istintiva con la quale Capo Giuseppe trovava il passo, proposi di unirmi a loro. Come se lo avessi sempre fatto, come se non fosse la prima volta. O, forse, proprio perché lo era.

Ero io il quarto uomo. Read More