#orchidea, principessa nascosta

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Lo sguardo distratto, rapito dall’altrove e da quel riso complice. Sto per passare oltre, senza accorgermene. Read More

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Ai piedi dell’arcobaleno (terza e ultima parte)

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..Visto così, dall’alto, era stupefacente. E appena poco più sopra se ne intravedeva addirittura un altro. Ma non era solo uno spettacolo immenso: quei due arcobaleni sotto di noi ci riportavano in vita..

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..Adesso mi ero perso sul serio! Tutti ci eravamo persi!

Vagavamo sempre a ventaglio cercando un punto di riferimento. Fu il Buon Andrea, più a sinistra di tutti, a vederlo per primo: era un piccolo palo di legno con attaccata una freccia: l’indicazione diceva Capanna Morgantini. La Capanna era molto più a ovest, praticamente Read More

Ai piedi dell’arcobaleno (seconda parte)

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..Non ero sul set di Matrix, e nessuno mi aveva infuso durante la notte un software nel cervello con un corso accelerato per scalare le montagne. Non so, forse a volte il fatto di respirare insieme ad altri alcune emozioni crea invisibili anastomosi, che trasfondono certo sapere e ti predispongono all’ignoto..

Digitalizzato_20160221…In 3 erano decisi a farlo: Capo Giuseppe, e poi Mauro “il Taciturno”, dal viso eternamente nascosto da barba, baffi e capelli foltissimi, e “il Buon“Andrea, silenzioso anche lui ma con lo sguardo dolce e la faccia pulita. Gli altri sarebbero ridiscesi passando sempre dai laghetti, ma tenendosi a nord del massiccio. Serviva un quarto uomo, per stare in coppia in alcuni tratti un po’ insidiosi, anche se il percorso non era da veri scalatori. Con la stessa naturalezza istintiva con la quale Capo Giuseppe trovava il passo, proposi di unirmi a loro. Come se lo avessi sempre fatto, come se non fosse la prima volta. O, forse, proprio perché lo era.

Ero io il quarto uomo. Read More

Ai piedi dell’arcobaleno (prima parte)

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..Avevo sentito che andar per montagne fosse per gente tosta, e a quel punto due erano le cose: o erano baggianate, o ero tosto pure io!

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Trova il tuo passo!”.

Era questa la raccomandazione degli esperti. Sembra banale, ma è così quando si va in montagna d’estate, per sentieri. Camminando in salita, quando la gamba davanti si allunga troppo, la coscia lavora male e il polpaccio che spinge si affatica. Io ci provavo a trovare quel movimento, il mio movimento, ma ero da 10 in teoria, e 4+ nella pratica… Un diciannovenne piedidolci della bassa in un caldo sabato d’agosto, ecco quello che ero. Read More