Nella fragilità dei corpi con #leassaggiatrici di #RosellaPostorino

Rosella Postorino 2

..Quando il tempo opaco e smisurato della nostra digestione fece rientrare l’allarme, le guardie ci misero in fila verso il pulmino che ci avrebbe riportate a casa. Il mio stomaco non ribolliva più: si era lasciato occupare. Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame..

Sono i pensieri di Rosa Sauer, 26 anni, nello straordinario romanzo “Le assaggiatrici“, di Rosella Postorino (Narratori Feltrinelli). Rosa Sauer è una giovane donna tedesca che vive a Berlino durante la seconda guerra mondiale. Da poco sposata con Gregor, che era il suo capo, nell’autunno del ’43 per mettersi al sicuro si trasferisce a circa 700 km da Berlino, a Gross-Partsch, nella Prussia orientale – oggi Polonia settentrionale – un villaggio dove viveva appunto suo marito e i suoi suoceri. Il villaggio è a 3 km dal rifugio segreto (ma non troppo) di Hitler, la Tana del Lupo. Insieme ad altre 9 donne, sarà scelta dalle SS per assaggiare il cibo destinato al Führer. Dieci donne tedesche come in una gigantesca roulette russa. Dove il proiettile questa volta può arrivare sotto il “mentito gusto”, in un mondo che ha smarrito il senso della vita, e la sopravvivenza – come sempre del resto – è il risultato di un caso.

Rosella Postorino 4Appassionata e appassionante, la scrittrice ci ha raggiunto a Matera negli studi di Radiosa Music il 15 giugno 2018, per la diretta della puntata n. 55 di Nel becco del gallo, speciale Amabili Confini, il progetto di rigenerazione culturale dei quartieri della città di Matera ideato da Francesco Mongiello.

Ispirandosi alla vicenda di Margot Wölk, che rivelò a 96 anni di essere stata una delle assaggiatrici di Hitler nella Tana del Lupo, con Le assaggiatrici Rosella Postorino ci ha parlato con delicatezza e rispetto del desiderio di sopravvivere in quei tempi così cupi, della fragilità dei corpi, del senso di colpa delle sopravvissute. E ci ha raccontato la guerra dal punto di vista delle donne. A loro tocca una fine da topi, non da eroi.

ASCOLTA LA REGISTRAZIONE della diretta radiofonica del 15 giugno, e leggi l’articolo di Radiosa Music.

In attesa dei prossimi appuntamenti, desidero per voi buone cose. Ma ho sempre trovato troppo cruento il finale dell’in bocca al lupo. Perciò preferisco augurarvi…

NEL BECCO DEL GALLO … SPERANDO CHE CANTI!

Sergio Gallo

(La foto negli studi di Radiosa Music è di Marco Quintano, regista della trasmissione)

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