#diferroediacciaio, Laura Pariani: il ricordo non serve se non è condiviso

Laura Pariani 2

..In una città polverosa, dove il silenzio ha il colore grigio della cenere mista a sabbia che il vento trascina in mulinelli, ogni giorno la tv di regime AspideTV ripete: mai indulgere in pensieri negativi, la violenza colpisce solo quelli che la cercano..

In un futuro molto prossimo, dentro uno stato autoritario, H478 è l’operatrice alla quale è stato dato il compito di osservare Oggetto 23.217, cioè Maria N., la madre di Jesus, arrestato per le sue idee di fratellanza universale. Tante donne faranno da “coro” alla sparizione di Jesus, mentre H478 affronterà un percorso che la porterà ad un certo punto a riacquistare il proprio nome, Lusine.

E’ una distopia del dopodomani, quella descritta da Laura Pariani nel suo recente romanzo “Di ferro e di acciaio“, primo volume della serie “Crocevia” (NNE – Enne Enne Editore), già tra i 3 vincitori della quarantaquattresima edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello, sezione Opera Italiana, e ora in corsa per il Super Mondello.

Riflessiva e profonda, la scrittrice ha raggiunto a Matera gli studi di Radiosa Music l’8 giugno 2018, per la diretta della puntata n. 54 di Nel becco del gallo, speciale Amabili Confini, il progetto di rigenerazione culturale dei quartieri della città ideato da Francesco Mongiello. Ha conversato con noi in studio insieme a Maria Rosaria Salvatore, del team di Amabili Confini.

Nella puntata, una citazione riassume il senso della memoria, che sottende tutto il romanzo:

La memoria de un solo no sirve para nada

Se il ricordo resta non è condiviso, non serve a nulla, morirà lì, con quella persona. Lo diceva il nonno argentino di Laura Pariani. E lei ce lo ha raccontato.

ASCOLTA LA REGISTRAZIONE della diretta radiofonica dell’8 giugno, e leggi l’articolo di Radiosa Music.

In attesa dei prossimi appuntamenti, desidero per voi buone cose. Ma ho sempre trovato troppo cruento il finale dell’in bocca al lupo. Perciò preferisco augurarvi…

NEL BECCO DEL GALLO … SPERANDO CHE CANTI!

Sergio Gallo

(La foto negli studi di Radiosa Music è di Marco Quintano, regista della trasmissione)

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