Quale mistero si cela nel sottobosco di Bari dietro #lamossadelteschio?

CLICCA QUI..! e ascolta il podcast con l’audio integrale della 28^ puntata di Nel becco del gallo

(Radio Radiosa Music, 9 aprile 2017)

La mossa del teschio

Franco è un giornalista: è un cronista di punta di un quotidiano locale. E’ un uomo tendenzialmente malinconico, che tiene una specie di diario dei ricordi che lui chiama il Quaderno delle rimembranze.

Il padre di Franco, anch’egli giornalista, è morto prematuramente il 30 marzo di trent’anni prima, per un bruttissimo cancro al fegato. Franco decide di farlo esumare,
per un sorta desiderio maturato negli anni e diventato insopprimibile, e con una specie di intimo bisogno di assistere a quel rituale. Per rivedere appunto, ancora una volta, suo padre.

Ma in quella occasione, durante l’esumazione, si accorge che il cranio del defunto presenta un foro, proprio sulla nuca, un foro quasi certamente dovuto ad un proiettile. Franco ne è sconvolto: lui sa bene che suo padre non è stato vittima di un omicidio, e quindi…a chi appartiene quel cranio? E perché è lì? E poi …che fine ha fatto il teschio di suo padre? E perché chi ha ucciso l’uomo al quale apparteneva il cranio forato non ha potuto semplicemente disfarsi di quel teschio, anziché metterlo nella bara di un altro?

Si apre subito con questi interrogativi inquietanti La mossa del teschio, l’ultimo romanzo di Federico Pirro di cui abbiamo parlato nella puntata di Nel becco del gallo andata in onda il 9 aprile 2017 da Radio Radiosa Music. Un noir pubblicato da Radici future nella collana Chiome, collana che di fatto ha inaugurato così il proprio filone destinato a romanzi e racconti di questa casa editrice.

Federico Pirro è laureato in giurisprudenza, è un giornalista professionista, ha lavorato dal 1965 al 1979 per «La Gazzetta del Mezzogiorno» e dal 1979 per la Rai, presso la sede di Bari.
Ha scritto e pubblicato numerosi libri, in particolare di natura saggistica, tra cui Vilipendio di cadavere. La Dc barese nei giorni del dopo Moro (1981); Quali mani per la città (1989); Informare o dire la verità (2000); Il generale Bellomo. Liberò Bari dai tedeschi, fu fucilato dagli inglesi (2004); La fame violenta. Il linciaggio delle sorelle Porro (2005); Bari brucia. Trent’anni di nera culminati nel rogo del Petruzzelli (2008); Fra le Ombre di Auschwitz (2011).

Nel 2016 pubblica La mossa del teschio. La vicenda è ambientata a Bari. Dopo la macabra scoperta dello scambio dei teschi, Franco, il protagonista, tenterà di risolvere l’enigma aiutato da sua moglie Fiorenza, che è “gradevole e concreta”, e per ciò stesso donna – dice l’autore.

Per risolvere l’enigma Franco dovrà riavvicinarsi alla figura del padre, col quale aveva avuto un rapporto limitato nel tempo e con frequentazioni piuttosto scarse. Franco cercherà allora di ricostruire l’accaduto ripercorrendo la vita di suo padre attraverso un mucchio di articoli, foto e appunti. In qualche modo, sarà quindi costretto a recuperare il rapporto con suo padre, riprendendo un dialogo interrotto troppo bruscamente.

Franco giocherà suo malgrado una partita molto difficile e pericolosa, perché quei documenti lo porteranno a scoprire una storia piuttosto torbida che ha a che fare con il traffico dei migranti, con gli appalti e le speculazioni, e soprattutto con la malavita organizzata della sua città, evidentemente agganciata e protetta da politici molto influenti. Tanto quasi da trasformare il padre defunto di Franco nel vero protagonista della storia, perché testimone di una città nella quale il malaffare, che coinvolge politica e magistratura, si infiltra come un cancro.

I legami di sangue e di amicizia avranno un ruolo determinante in questa vicenda, che ruota attorno a quella bara violata dove si celano molte risposte. E Franco dovrà quindi tornare frequentemente in quel cimitero, finendo per porsi una serie di interrogativi universali sul senso della vita. Tra l’altro soffermandosi su di un particolare apparentemente insignificante, come un moscerino, che lo farà riflettere tantissimo sulla propria esistenza.

Di questi interrogativi sul senso della vita che si pone il protagonista si diventa partecipi già dalle prime pagine. Nel prologo del romanzo c’è una riflessione in prima persona del protagonista, di Franco – mentre poi seguirà una narrazione in terza persona. E’ una riflessione sul moto perpetuo delle vite destinate a dissolversi, sull’illusione di un presente che si rinnova attimo per attimo, nella contemporaneità precaria di un futuro, ripetibile nei meccanismi, irripetibile nelle emozioni.

E poi c’è una riflessione sul tempo, che passa su tutto, immutabile, e soprattutto, indifferente.

Ascolta la registrazione di questa puntata cliccando sul link in rosso posto in alto in questa pagina.

Nella stessa puntata, per Fuori dall’angolo abbiamo parlato de L’Essenza di Etra, di Antonella Tamiano, autoprodotto tramite il sito http://www.ilmiolibro.it.

L'essenza di Etra

L’autrice lo definisce un bioromanzo, un romanzo cioè basato sulla biografia romanzata dell’astrattista Alessandro Giorgetti. Che è un pittore, ma anche un poeta e cantautore, di origine siciliana, e proviene da una famiglia di musicisti. Artista contemporaneo anche molto discusso, Giorgetti ora vive a Milano. Le sue opere hanno tra l’altro la particolarità di essere firmate su due lati opposti, e danno la possibilità di scegliere in quale verso appendere il dipinto.

Antonella Tamiano è nata a Lecce, ed è laureata in Beni culturali e artistici. È una disegnatrice e caricaturista, e si è dedicata alla pittura e alla cartapesta. Ha scritto diversi racconti e poesie, partecipando a numerosi concorsi letterari.
Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo: Emora da uno stivale all’altro. Nel 2015 ha pubblicato la raccolta di poesie dal titolo Di versi in versi. Nel 2016 ecco L’essenza di Etra, ispirato alla vita di Alessandro Giorgetti, del quale Antonella Tamiano tesse lodi amplissime.

Alex, il protagonista del romanzo, è un artista quarantenne, di origine siciliana, sposato e con tre figli. Lui è un uomo molto affascinante, e a un certo punto incontra Etra, una studentessa in Beni Culturali – proprio come era stata l’autrice del romanzo – e che si sta specializzando in storia dell’arte contemporanea. Etra è straniera, è piuttosto smaliziata ed intrigante, ed è anche molto bella e misteriosa.

Dire che Alex sia subito attratto da quella giovane donna è dire poco. All’inizio prova a ignorarla, perché sente che quella figura fa vacillare il suo equilibrio familiare. Fino a quando Etra non lo invita a uscire con lei. Alex sarà travolto dalla passione per Etra, e di pari passo si accorgerà che Etra, nonostante la sua giovane età, sembra già una donna vissuta, tormentata da storie stravaganti e consumata dall’ossessivo bisogno di perdere il controllo.

Mentre cercherà di svelare e di comprendere sempre più l’anima di Etra, Alex compirà una sorta di viaggio interiore, in bilico tra l’eros travolgente e un amore che va oltre la carnalità. Un viaggio che lo porterà, senza tabù, a metà tra sogno e realtà, a rivelare parti di sé che prima non sospettava, e anche i suoi desideri più nascosti.

Per per i consueti spunti di riflessione della rubrica Fuori i secondi, nella stessa puntata di Nel becco del gallo, a proposito del rapporto padre-figlio trattato nel romanzo La mossa del teschio di Federico Pirro, ci è venuta in mente una celebre poesia di Joseph Rudyard Kipling, scritta nel 1895. La poesia fa parte del libro “Ricompense e Fate” (Rewards and Fairies), e si intitola IF, cioè Se.

Ve la riproponiamo in una traduzione italiana.

“Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!

Nel becco del gallo … sperando che canti!

Sergio Gallo

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