#contromano, per trovare il coraggio di riconoscersi frangibili e umani

CLICCA QUI..! e ascolta il podcast con l’audio integrale della 27^ puntata di Nel becco del gallo

(Radio Radiosa Music, 2 aprile 2017)

ContromanoUn viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle proprie radici, di una base solida per rileggere sotto una luce diversa il proprio presente e riprogettare il futuro. A ritroso, mentre tutto il mondo sembra andare in avanti. Un viaggio quasi controcorrente. Anzi, potremmo dire contromano.

E Contromano – il viaggio è appunto il titolo di questa storia, romanzo di esordio di Gianpaolo Colucci, pubblicato dalla edizioni Echos. Ne abbiamo parlato nella puntata n.27 di Nel becco del gallo, andata in onda da Radio Radiosa Music domenica 2 aprile.

Gianpaolo Colucci nasce a Matera, e vive a Scanzano Jonico (sempre in provincia di Matera) dove collabora con sua moglie in un’attività di famiglia. E’ un Driver turistico, più per passione che per professione. Ama da sempre i libri, i viaggi e la fotografia. E’ tra primi iscritti e grande animatore del gruppo Facebook fondato nel 2010 da Eduardo Varcasia, che firma la prefazione di Contromano. La pagina si chiama “Libri che passione”, è oggi conta circa 8.500 iscritti.

Michele, il protagonista del romanzo, è un ragazzo qualsiasi. Fin da adolescente aveva scelto di …viaggiare nella corsia di centro. Sì, avete presente? Quella – per capirci – delle autostrade ampie, appunto a 3 corsie per parte, quella che ti fa correre meno rischi. Non a destra, dove viaggiano i veicoli lenti, e neanche quella di sinistra, dove sorpassano veri e propri “missili terra-aria”. La corsia di centro è quella dei moderati, dove si rispettano le regole, dove il flusso ordinario dei veicoli sembra quasi sospingerti per inerzia.

E’ così che sembra vivere Michele giorno per giorno: per inerzia. Michele è quasi apatico, abbandonato alla quotidianità ripetitiva, senza grandi curiosità o aspettative future.
In realtà Michele non è stato sempre così. Da bambino era diverso, gli piacevano le bolle di sapone. Ci si perdeva in quelle bolle. All’inizio adorava crearle, inseguirle e farle scoppiare. Ne faceva tantissime. Rubava persino il sapone in casa per farne di più. Si metteva anche a misurare il tempo della durata di ciascuna bolla, prima che questa scoppiasse.

Era davvero strano, Michele, da piccolo. E di questo suo essere diverso, ben presto si erano accorti altri ragazzi del quartiere popolare di Matera dove cresceva. E la diversità, specie quando si è piccoli, si paga. Così per Michele erano arrivati gli insulti, le prime botte. E lui era cambiato, si era adattato. Aveva persino preso a giocare a pallone con gli altri bambini, lui che non sopportava quel gioco, a dire parolacce, a sputare per terra.
Michele – come si dice in certi casi – si era fatto canna, si era piegato, si era adattato al vento per non essere spezzato. E questo nuovo stato Michele se lo porta oramai dentro: lui ha scelto di assecondare il flusso, di viaggiarci insieme, e nella condizione meno pericolosa.

E mentre quel flusso sembra quasi scegliere per Michele, suo padre Domenico, che tutti chiamano Mimmo, viene a mancare, dopo una lunga e terribile malattia. E’ il mese di novembre del 2012. Michele lavora come magazziniere nel negozio di articoli sanitari gestito dalla sua compagna, che si chiama Serena, conosciuta durante una festa ai tempi in cui lui viveva a Matera e lei vicino a Bari.

Anche nella sua prima settimana da orfano, Michele si sente come in bilico su di una corda che unisce realtà e sogno, e non ha voglia di arrivare fino in fondo per scoprire cosa gli riservi ora la vita.

In quei giorni sospesi, Michele conoscerà Saverio, un uomo anziano, piuttosto trascurato, che un tempo doveva essere stato un bell’uomo, ma che ora sembra uno strano personaggio. Saverio dirà di essere un vecchio amico del padre di Michele, arrivato nei giorni precedenti dall’Inghilterra, da Bedford, proprio per partecipare al funerale dell’amico Mimmo.

Saverio farà delle importanti rivelazioni. Parlerà di una famiglia naturale, di una adottiva, e poi di un’altra ancora. Racconterà a Michele cose dell’infanzia e dell’adolescenza di suo padre veramente insospettabili. Queste cose lo costringeranno ad una sorta di inattesa presa di coscienza, che cambierà sorprendentemente il suo punto di vista su molti aspetti della vita.

Grazie all’aiuto di Serena, Michele allora deciderà di intraprendere un viaggio. Un viaggio alla scoperta delle sue radici, che lo porterà dalla sua terra di origine, dal suo Sud, fin’oltre oceano, attraverso molte difficoltà. Un viaggio a ritroso, contromano, e per questo, per uno come Michele abituato ormai a seguire il flusso, particolarmente insidioso e difficile. Un cammino per capire veramente…chi siamo, e che cosa saremo.

Contromano – il viaggio è dunque anche un viaggio verso la maturità, verso la ricerca della felicità, sempre sospesa – come si sottolinea nella prefazione del volume – tra la verità e la libertà di essere sé stessi.

Un viaggio a ritroso, dunque, che non è mai scontato.

Già..quando si ha la forza, di guardarsi indietro, beh… spesso ci si trova di fronte a molte difficoltà, agli ostacoli, alle mille contraddizioni di ciò che ci circonda, ma anche di noi stessi.

In fondo, si tratta di trovare il coraggio di riconoscersi frangibili. E umani.

Ascolta la podcast della puntata cliccando sul link in rosso posto all’inizio di questa pagina. Nel corso della puntata, l’intervista a Gianpaolo Colucci, la prima in assoluto rilasciata dall’autore. E anche la sua dedica sul libro è la prima!

Contromano-dedica

Nella stessa puntata, per la rubrica Fuori dall’angolo abbiamo parlato di Ombre, di Carmen Cirigliano e Carmine Menzella, anche questo un libro nuovissimo che esce in questi giorni, pubblicato da L’erudita.

Ombre è una raccolta di tredici racconti, la prima pubblicata dai due autori, dai quali traspaiono in maniera evidente le letture che li hanno formati. Letture che vanno dal genere fantastico, al noir, dal thriller fino all’horror.

OmbreCarmen Cirigliano e Carmine Menzella sono entrambi di Ferrandina, un paese della provincia di Matera, e sono compagni nella vita e nell’arte. Una laurea in lettere per Carmen Cirigliano, che è appassionata di arti visive e si dedica anche all’illustrazione, all’animazione cinematografica e alla costruzione di pupazzi e burattini, tenendo anche laboratori presso le scuole. Carmen Cirigliano si occupa anche della regia di spettacoli di teatro sperimentale e cinema, e recentemente ha scritto e diretto il cortometraggio Il segreto di Kaspar Kohl prodotto dalla Regione Basilicata e Cinemadamare, e tratto da uno dei racconti presenti in questa raccolta: Il segreto di Klimt.

Carmine Menzella è invece laureato in filosofia, che insegna anche. Appassionato di lettura saggistica, si dedica da sempre ad attività di ricerca filosofica e storica. Lo abbiamo visto come relatore e critico in diversi convegni e seminari sugli scrittori lucani, e autore di articoli e recensioni di libri, come il suo recente intervento sul poeta lucano Michele Parrella.

Insieme, i due autori sono tra i fondatori dell’associazione culturale Laboratorio Inchiostro Nero, che promuove il genere horror, fantastico e il thriller-noir attraverso vari linguaggi, come il teatro sperimentale e di figura.

I tredici racconti di Ombre ci trasportano verso un regno fatto di insicurezze, ai confini della notte, dove gli uomini rappresentano un pericolo e prevalgono gli istinti primordiali.

Nella quarta di copertina del volume si legge:

Ombre che ci accompagnano ovunque di giorno e di notte, nascoste tra la bruma di un lampione. Sempre, dietro ogni pensiero, dove s’accende la luce del razionale, nasce un’ombra, l’embrione di un pensiero altro, uguale ma di segno opposto, la silhouette dionisiaca della pulsione al delitto, al peccato

A questo proposito, in uno dei racconti di Ombre ambientato nel bosco di Salandra, sono saltati fuori i lupi, ai quali abbiamo dedicato nella stessa puntata la rubrica Fuori i secondi.

I lupi sono in un certo senso un classico del genere, incarnano il mistero, la parte più feroce, più selvaggia di ciò che ci circonda, e anche di noi stessi. Le leggende sui lupi non si contano, tanto da averli trasformati nell’immaginario collettivo in bestie sanguinarie da abbattere senza mezzi termini. Non è un caso che questo terrore atavico che aleggia dietro la parola “lupo” abbia solleticato i nostri governanti a proporre di recente l’abbattimento selettivo dei lupi, oramai ridotti sul nostro territorio a pochi esemplari, mentre non si promuovono leggi speciali e si lascia proliferare una autentica calamità come quella dei cinghiali, che l’abbattimento selettivo – è sotto gli occhi di tutti – non può oramai riuscire da solo ad arginare, cinghiali che hanno come unico nemico naturale proprio il lupo! Quanta miopia istituzionale.

Io stesso ho faticato con i miei figli, per smontare quei pregiudizi, e quando erano piccoli ripetevo loro in modo martellante sempre la stessa frase: Non c’è niente di cui aver paura: tanto il lupo è amico di papà.

Comunque, lo scontro antico tra uomo e lupo che il libro Ombre ha richiamato, ci ha fatto tornare in mente The Grey, un film del 2013 di Joe Carnahan. The Grey è un thriller-horror davvero potente. La componente horror fa da cornice alla storia proprio attraverso i lupi, che di vedono poco, ma sono i veri protagonisti. Si muovono attorno ai 7 uomini sopravvissuti ad un disastro aereo, e a poco a poco uccidono i componenti del gruppo.

Mentre si prepara lo scontro finale, tra il protagonista Liam Neeson e il capo branco dei lupi, si riascoltano in sottofondo i versi di una poesia che l’uomo leggeva su un foglio appeso da suo padre nel soggiorno della sua casa, come monito, e indirizzo di vita.

Quei versi, facevano così:

Ancora una volta nella mischia,
nell’ultima vera battaglia che affronterò.
Vivi e muori in questo giorno,
vivi e muori in questo giorno.

Nel becco del gallo … sperando che canti!

Sergio Gallo

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