Un giorno di sangue, un giorno rosso: ma nessuno ha pagato per l’omicidio de #lultimodellalista

CLICCA QUI..! e ascolta il podcast con l’audio integrale della 25^ puntata di Nel becco del gallo

(Radio Radiosa Music, 19 marzo 2017)

L'ultimo dell lista Francesco Montemurro

A Bernalda, un paese della provincia di Matera, forse l’ultimo paese lucano che ancora resisteva ostinatamente alla diffusione del fascismo, il 31 gennaio del 1923, il PNF, il Partito Nazionale Fascista, inaugura la sede locale del partito fascista.

E’ l’occasione per mostrare i muscoli, per compiere un’azione dimostrativa, una vera e propria spedizione punitiva nei confronti..di alcuni irriducibili che ancora si oppongono all’avanzata delle camicie nere.

L’azione dimostrativa per la verità era stata pianificata dai fascisti locali qualche tempo prima, per dare una lezione alle “camicie azzurre”, ai nazionalisti, nelle cui fila stavano confluendo troppi socialisti, comunisti, ex combattenti, ma anche molti braccianti agricoli stanchi di essere sfruttati dai padroni dei latifondi.

Della spedizione punitiva faranno parte anche due fratelli bernaldesi, che resteranno implicati nelle vicende che seguiranno.

A quell’epoca Bernalda contava circa 7.000 abitanti, e i 50 uomini delle forze dell’ordine, 40 carabinieri e una decina di agenti di pubblica sicurezza, sono convinti di essere sufficienti per evitare tafferugli in quella giornata molto rappresentativa per i fasci locali, che inaugurano come abbiamo detto la loro nuova sede.

Ma la reazione della Bernalda antifascista sarà molto forte, e si arriverà allo scontro a fuoco. Tre persone resteranno uccise: tra loro anche una donna, colpita molto probabilmente da un proiettile vagante, mentre una decina di altre persone saranno ferite.
Di qui partirà una lunga vicenda giudiziaria che cercherà di fare chiarezza sulle circostanze, e individuare i colpevoli degli omicidi. Ma le testimonianze frammentarie, contraddittorie, i depistaggi, il clima infuocato di quel periodo non renderanno facile il compito degli inquirenti.

A questa vicenda così complessa, e mai del tutto chiarita, è ispirato l’ultimo romanzo di Francesco Montemurro, “L’ultimo della lista” – pubblicato da Edigrafema – del quale abbiamo parlato nella venticinquesima puntata di “Nel becco del gallo” andata in onda domenica 19 marzo da Radio Radiosa Music.

Francesco Montemurro è un avvocato civilista. Con i suoi fratelli Stefano e Imma ha fondato una country house a Bernalda. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo: Il segreto della vedova Fox. Un romanzo leggero, ironico e non privo di colpi di scena, ambientato in un’immaginaria cittadina della Basilicata ma ispirato ad un episodio realmente accaduto, dove si racconta di un intrigo familiare e internazionale. I luoghi, gli usi, i rituali nel romanzo diventano protagonisti assieme ai tanti personaggi che vengono descritti in quelle pagine.

Ne L’ultimo della lista le indagini ruotano in particolare attorno all’omicidio di un uomo, al quale l’autore nel romanzo dà il nome di Berardino Russo, che ovviamente a Bernalda tutti chiamano.. Vardìn. Vardìn ha circa quarant’anni, e fa il bracciante agricolo. Lavora al servizio di un signorotto locale, l’avvocato Terenzio Tìmpano, un uomo davvero ….spietato che per questo motivo tutti chiamano Senzacor, e che è addirittura il dirigente del direttorio del Fascio locale appena ricostituito.

A parte il fatto che tra Vardin e Senzacor c’è dell’astio antico, Vardìn, che ha moglie e 6 figli, e che lavora per Senzacor, è spinto dalla fame e dal bisogno. E deciderà perciò di sostenere la causa dei nazionalisti, di chi parla di giustizia, di chi dice basta allo sfruttamento dei braccianti, e vorrebbe occupare le terre.

Quel giorno di gennaio del 1923 i fascisti della milizia di Bernalda, grazie ai rinforzi degli squadristi di Taranto, Ferrandina, Pisticci, Irsina, Craco, Laurenzana e Potenza, mettono in pratica l’operazione sicurezza. Che vuol dire legnate e olio di ricino per alcuni degli oppositori individuati in una lista dei nazionalisti.

Ma non è un passeggiata: volano botte e proiettili da entrambe le parti, e ci scappano i primi due morti. Le camicie nere vogliono però lasciare il segno, e spegnere i bollori per quando le squadre di rinforzo torneranno nei rispettivi paesi. Si decide un ulteriore affondo: spaccare, o arrestare, o entrambe le cose, una decina di teste calde nazionaliste scelte in quella lista.

Il rancore di Timpano nei confronti di Berardino Russo, che nel frattempo è diventato segretario del partito nazionalista bernaldese, troverà a quel punto il suo sfogo. Sì perché sarà proprio Timpano che, dopo aver dato uno sguardo alla lista, indicherà ad arte, agli squadristi, i primi 5 e gli ultimi 5 ai quali dare una bella ripassata.

E in fondo a quell’elenco c’è proprio lui. Berardino Russo, Vardin.

L’ultimo della lista.

Ascolta il podcast della puntata cliccando sul testo in rosso all’inizio della pagina.

Nel corso della stessa puntata, per la rubrica Fuori dall’angolo abbiamo parlato anche di un altro romanzo: Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale), romanzo di esordio di Alessandra Corbetta, pubblicato da Silele.

Oltre Enrico

Alessandra Corbetta è nata a Erba, in provincia di Como, ha una laurea triennale in Economia e Amministrazione d’impresa, una laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i Media e le Organizzazioni complesse, e da febbraio 2017 è Dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media.

Alessandra Corbetta scrive poesie, e collabora con la Casa della poesia di Como. Con le sue poesie ha partecipato a numerosi concorsi letterari, e io l’ho conosciuta proprio durante la premiazione di uno di questi a Torino, nell’ottobre del 2015, quando ebbi modo di incontrare un altro bravo autore, Andrea Mauri, del quale abbiamo presentato qualche settimana fa da Radiosa Music il romanzo MickeyMouse 03.

Alessandra Corbetta, che e ha un suo blog personale e collabora anche col blog Tantipensieri, a settembre 2016, dopo aver vinto la prima edizione del Premio Letterario Parole Magiche – sezione Poesia – ha pubblicato la sua monografia poetica L’amore non ha via.

Oltre Enrico è il primo romanzo di Alessandra Corbetta, ed è fortemente autobiografico. Un romanzo che lei stessa presenta così:

…Forse un romanzo breve, forse un racconto lungo, forse un diario senza date.
Se dovessi però definirlo, mi piacerebbe pensare e dire che sia una Cronistoria Senza Tempo.

La Cronistoria sarebbe, di per sé, la narrazione di avvenimenti secondo l’ordine cronologico: una sorta di cronaca, un racconto minuzioso corredato di date ben ordinate.
Se nella vita, però, succede qualcosa di grosso, gli avvenimenti tendono a restare, mentre l’ordine cronologico tende ad andarsene e a non tornare, se non molto dopo e sotto altre sembianze.

Dopo la fine di un amore, dell’amore di chiunque abbia amato, a suo modo, davvero, succede qualcosa di simile a quello che ho avuto la necessità di raccontare in queste pagine: avviene un cambiamento, lacerante e intenso.

Per la rubrica Fuori i secondi, nella stessa puntata abbiamo parlato di Wikipedia, forse la più nota e abusata raccolta di informazioni della rete.

Wikipedia ha un punto debole, legato al meccanismo di partecipazione collettiva che c’è alla base della costruzione delle informazioni lì raccolte. Perché chiunque, purché sia in grado di citare fonti e apparire credibile, può partecipare alla modifica della pagine di wikipedia.

Così, vere e proprie squadre di persone riconducibili ad alcuni movimenti politici, stanno alterando alcune pagine importanti della storia, nella speranza di influenzare le opinioni e le coscienze. Il problema – dicono gli esperti – è alla base dell’enciclopedia stessa, basata su un meccanismo cumulativo del sapere: fondato sulla quantità e non sulla qualità dei contributi, e quindi non è possibile evitare la presenza di alcune distorsioni proprio per la natura stessa di Wikipedia.

Insomma, se volete essere veramente curiosi, se volete “conoscere”, non fermatevi a ciò che si vede in superficie.

Nel becco del gallo … sperando che canti!

Sergio Gallo

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