#mickeymouse03, storia diversa per gente normale nel racconto di #andreamauri

Ascolta il podcast con l’audio integrale della diciassettesima puntata di Nel becco del gallo, in onda tutte le domeniche dalle 9.00 alle 10.00 su Radio Radiosa Music (replica mercoledì dalle 23 alle 24)

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mickeymouse03-copia

Michele è un ragazzo piccolo di statura, magro fino quasi a sembrare anoressico, e con due grandi orecchie a sventola. Inutile dire come i suoi compagni di liceo si accaniscano su questi dettagli fisici, anche perché con quelle orecchie grandi e a sventola Michele ricorda un po’ ….un topo.

Michele colleziona i fumetti di Topolino, Mickey Mouse, il personaggio creato nel 1928 da Walt Disney, e non perde un episodio dei cartoni animati che parlano di questo personaggio. Michele ama la storia, e tramite lo studio della seconda guerra mondiale apprende come persino Hitler trascorresse del tempo leggendo le avventure di Mickey Mouse, e che proprio Mickey Mouse era stata paradossalmente la parola d’ordine scelta dai Marines per il D-Day, per lo sbarco in Normandia, il 6 giugno del 1944.

Quante coincidenze! E molte coincidenze diventano un fatto, lo sappiamo.

Così Michele capisce che proprio quel…topo, Mickey Mouse, un sorcio, potrà essere il simbolo della sua rivincita, l’amico invisibile che lo proteggerà dalle angherie dei suoi compagni.

Sorcio” per Michele è un termine familiare. Lo chiama così sua madre, a voce bassa, mentre lo accarezza e gioca con le sue orecchie gommose. E lo chiama così anche suo fratello Sergio, un giovane aitante e sciupafemmine, aggiungendo però all’appellativo di …. “sorcio” …tutta la carica del proprio disprezzo per suo fratello Michele.

Eh sì, perché Michele …è gay.

E allora Michele si rifugia in un mondo tutto suo, dove il suo aspetto fisico non conta più. Entra in chat, e intraprende conversazioni con altre persone, con altri ragazzi, usando il nome, il nickname – come si dice in gergo – neanche a dirlo, di Mickeymouse03.

Ed è proprio questo, Mickeymouse03, il titolo del romanzo in cui abbiamo curiosato nella diciassettesima puntata di Nel becco del gallo, la trasmissione di Radio Radiosa Music come invito alla lettura di romanzi e poesie e all’ascolto di buona musica andata in onda domenica 15 gennaio e in replica mercoledì 18.

Mickeymouse03, pubblicato nella collana Specchi delle edizioni Alter Ego, è il romanzo di esordio di Andrea Mauri, che vive e lavora a Roma come redattore RAI, dove ora si occupa dell’archivio storico, ed è autore di racconti che hanno ottenuto diversi riconoscimenti.

Michele, il protagonista, attraverso la chat conoscerà Francesco. Dalle loro chiacchierate, tra i due comincerà a crescere qualcosa di importante. E a quel punto Francesco confiderà a Michele di essere un prete. Raccontandogli di un’esistenza inquieta, fatta di fughe, di pentimenti, di sentimenti naturali ma faticosi, perché ai preti è vietato amare in quel modo.

Tra Roma e Barcellona, man mano che crescerà la loro intimità, Francesco riverserà su Michele il fallimento di una vita nascosta nella religione per oscurare la sua omosessualità.

Ascolta il podcast della puntata cliccando sul link in rosso all’inizio della pagina.

materafricaPer la rubrica “Fuori dall’angolo“, nella stessa puntata di Nel becco del gallo abbiamo parlato del volume “Di vento, di pietra, di polvere – MaterAfrica”, delle edizioni Giannatelli, un bel viaggio attraverso l’Africa e attraverso il sud di Levi e Pasolini, scritti e fotografati rispettivamente da Maurizio Camerini e da Michele di Lecce.

Maurizio Camerini è laureato in scienze motorie, è nato e vive a Matera, dove si occupa di psicomotricità, di yoga e mindfulness. Ha viaggiato in lungo e in largo attraverso l’Africa fin dal 1990, collaborando con alcune organizzazioni non governative, con comunità locali e con associazioni.

Michele Di Lecce, anche lui materano, è fotografo e collabora con l’Associazione culturale MateraFotografia. Anche Di Lecce frequenta l’Africa dal 1990, e con le sue fotografie ricerca le relazioni culturali tra quel paese e il suo territorio di origine.

Con Di vento, di pietra, di polvere – MaterAfrica ci propongono un nuovo viaggio, un viaggio particolare nel tempo e nella terra, dalle colonie italiane in Africa, passando a Levi e Pasolini, raccontando il vento, la pietra e la polvere che sembrano unire questi nostri luoghi lontani, eppure straordinariamente collegati.

Infine, per lasciarci con qualche spunto di riflessione, in chiusura di puntata per “Fuori i secondi” abbiamo richiamato un passo del discorso inaugurale del secondo mandato dell’ex presidente degli stati uniti, Barack Obama, il 21 gennaio del 2013. Per la prima volta nella storia degli U.S.A. il presidente affrontava proprio nel discorso inaugurale il tema della omosessualità, e ne faceva un vero cavallo di battaglia.

Non fu un semplice annuncio politico. Ne seguirono atti concreti, con il pronunciamento della Corte Suprema, che ha reso legali i matrimoni tra omosessuali in tutti i 50 stati dell’unione.

Ecco come si pronunciò Obama.

Noi, il popolo, dichiariamo oggi, che la più evidente delle verità che tutti gli uomini sono stati creati uguali è la stella che continua a guidare il nostro cammino, cosi come ha guidato i nostri antenati a Seneca Falls, a Selma e a Stonewall. Come ha guidato tutti gli uomini e le donne, noti e sconosciuti, che hanno calcato questo grande viale per ascoltare un predicatore che diceva che non possiamo camminare da soli, per sentire un Re proclamare che la nostra libertà personale e indissolubilmente legata alla libertà di ogni anima della Terra.

È compito della nostra generazione proseguire l’opera iniziata da quei pionieri. Perché il nostro viaggio non sarà concluso finché le nostre mogli, madri e figlie non avranno un’uguale retribuzione a parità di lavoro. Il nostro viaggio non sarà concluso finché i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non saranno trattati per legge come tutti gli altri, perché… se davvero siamo stati creati uguali, allora di certo anche l’amore che ci promettiamo l’un l’altro deve essere uguale.

Nel becco del gallo … sperando che canti!

Sergio Gallo

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