Un grido solo si innalza dalla metropolitana di Parigi: #liberté! Lo conferma #MaurizioTucci

Ascolta l’audio integrale della quindicesima puntata di Nel becco del gallo, in onda tutte le domeniche dalle 9.00 alle 10.00 su Radio Radiosa Music

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Philippe, ma a dire il vero dovremmo chiamarlo Louvre-Rivoli, è un uomo piacente, serio, vive a Parigi, ed è uno degli Chef de station, uno dei capi delle stazioni della Grande metropolitana di Parigi. Ma Philippe non è uno qualunque: lui è il figlio di una delle fondatrici della società che ha creato il Mètro Parisien, assunto per chiamata diretta e incaricato di dirigere stazioni sempre prestigiose, fino a quella di Louvre-Rivoli. E nell’ambiente lo chiamano appunto così: Louvre-Rivoli.

Ma non è il solo. Tutti gli Chef de station vengono chiamati col nome della stazione che dirigono. La gigantesca metropolitana parigina, un mondo sotterraneo immenso..e per certi versi sconosciuto, è come se fosse entrata nei loro corpi, nello loro anime. Come se gli Chef appartenessero alla metropolitana.

Un mostro tentacolare, 14 linee principali, due linee bis, 303 stazioni, 220 km di tracciato, oltre 4 milioni di passeggeri al giorno. Questo è la metropolitana di Parigi: un impero sommerso.

Una vera e propria cupola del malaffare governa quell’impero. E punta ancora più in alto, stavolta in superficie: a comandare la città.

Ma non ha fatto i conti con Liberté, la piccola stazione delle Linea 8, diretta da Alia, una donna testarda e rabbiosa. Che affascina Louvre-Rivoli sotto tutti i punti di vista, e innesca, quasi senza volerlo, una vera e propria reazione a catena di proteste che si opporrà al mostro.

E proprio Liberté è il titolo del romanzo di Maurizio Tucci dentro il quale abbiamo curiosato nella quindicesima puntata di Nel becco del gallo, andata in onda da Radio Radiosa il 18 dicembre 2016.

Maurizio Tucci  ha una laurea in ingegneria, è giornalista, e collabora con il Corriere della Sera – Corriere Salute. Esperto di comunicazione, ha approfondito le tematiche dell’adolescenza e realizzato diverse ricerche in questo campo, e pubblicato molti articoli e saggi sull’argomento.

In Liberté, il terzo romanzo di Maurizio Tucci, il Grand Chef, il grande capo, ha militarizzato la gestione della metropolitana, il sistema nevralgico dei trasporti cittadini che tiene in scacco la città: Parigi non potrebbe sopravvivere un’ora senza métro, e il grande capo ha la chiave per aprire e chiudere a suo piacimento i bocchettoni d’aria alla città. Gli basterebbe chiudere alcune stazioni strategiche per una finta ristrutturazione, o cambiare qualche orario, oppure agire sui turni, e la città sarebbe nel caos.

E’ lì, nel controllo del sottosuolo, il vero potere della città.

Ma tutta la cricca del Grand Chef dovrà ora confrontarsi con Alia. E con Sabine, la vice chef di Louvre-Rivoli. Entrambe affascinano Philippe, che si innamorerà di loro perché sono l’una la “non-altra” dell’altra. Alia e Sabine saranno determinanti per il suo cuore e per la causa dei rivoltosi che si opporranno al malaffare che governa la metropolitana di Parigi.

Un noir non troppo noir, e un rosa non troppo rosa, perché c’è sempre una buona dose di ironia che disinnesca di continuo la narrazione. Ascolta il podcast della puntata cliccando sul link in rosso, posto all’inizio di questo testo.

Per “fuori dall’angolo“, nel corso della stessa puntata abbiamo presentato I racconti dei quartieri – l’antologia dell’edizione 2016 di Amabili Confini, edita da Giannatelli.

Amabili Confini è un progetto di rigenerazione culturale delle periferie di Matera ideato da Francesco Mongiello e promosso dall’Associazione Gigli e Gigliastri.

Di questo progetto basato sulla narrazione, nel quale sono protagonisti gli abitanti dei quartieri delle periferie che incontrano anche prestigiosi scrittori italiani, è pronta la seconda edizione. L’edizione 2017 raggiungerà la fase clou nei prossimi mesi, ma intanto, come promesso, il gruppo organizzatore ha raccolto in una antologia tutti i racconti pervenuti nel corso della prima edizione.

Grazie appunto alla disponibilità e al contributo delle edizioni Giannatelli e di alcuni sponsor, 60 persone – ragazzi, giovani, anziani – hanno potuto pubblicare il proprio racconto sul tema dei confini. Confini non solo geografici, quelli descritti dai novelli autori, ma anche fisici, o mentali, di abitudini e comportamenti. Sottili linee di demarcazione, spesso immateriali, che hanno segnato le loro esistenze e che ciascuno di loro vorrebbe in qualche modo superare.

Raggruppati in 7 macroaree omogenee, ciascuna delle quali è sapientemente introdotta dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Pasquale Doria, i racconti delle periferie materane erano abbinati a scrittori italiani come Lidia Ravera, Cristiano Cavina, Michele Mari, Diego De Silva, Giuseppe Scaraffia, Michela Murgia e Andrea Tarabbia, che qui a Matera per Amabili Confini incontrarono i quartieri partecipando con commozione a questi confronti.

Perché, come scrive Michela Murgia nel suo libro Futuro interiore

“Confine, etimologicamente indica il luogo simbolico in cui si è destinati a finire insieme, un punto dove i limiti di ciascuno si danno appuntamento per riconoscersi a vicenda”

Nella quindicesima puntata di Nel becco del gallo abbiamo curiosato dunque tra i confini, tra ciò che c’è sopra e sotto: li abbiamo attraversati, e resi anche amabili.

Per “Fuori i secondi“, abbiamo dunque riportato un concetto tratto da uno scritto di Hermanne Hesse, tra gli scritori di lingua tedesca del XX secolo più letto nel mondo.

Fa così.

Nonostante il tenero amore che nutro per il mio Paese, non ho mai saputo essere un grande patriota né un nazionalista…

E ben presto è nata in me una diffidenza verso i confini e un amore profondo, spesso appassionato, per quei beni umani che per loro natura stanno al di là dei confini…

Col passare degli anni mi sono sentito ineluttabilmente spinto ad apprezzare maggiormente ciò che unisce uomini e nazioni piuttosto che ciò che li divide.

Nel becco del gallo … sperando che canti!

Sergio Gallo

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3 comments

  1. wwayne · gennaio 2

    Mi hai fatto tornare in mente uno splendido film che ho visto l’anno scorso, e che era ambientato proprio a Parigi. Il film è questo: https://wwayne.wordpress.com/2016/09/03/io-e-valeria/. L’hai visto?

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    • nelbeccodelgallo · gennaio 2

      ..un film straordinario, con attori in gran spolvero anche se in ruoli un po’ insoliti per alcuni di loro..
      ..non avevo pensato a questo collegamento: riguarderò il film, con occhi diversi stavolta..

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      • wwayne · gennaio 2

        Ottima decisione! E poiché hai degli ottimi gusti cinematografici, è evidente che ti strameriti il follow. 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

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