Cosa c’entra la fisica quantistica con l’amore? E’ tutto nella #Equazionediunamore, di #SimonaSparaco

Ascolta l’audio integrale della undicesima puntata di “Nel becco del gallo”, in onda tutte le domeniche dalle 9.00 alle 10.00 su Radio Radiosa Music

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equazione-di-un-amoreLea ha 35 anni, ed è una scrittrice in cerca di un editore che pubblichi qualcosa di ciò che ha scritto. Si è trasferita da poco a Singapore insieme a Vittorio, suo marito da 6 anni.

Lea ha dei trascorsi sofferti
che l’hanno vista di una magrezza impressionante. Di questa magrezza Vittorio, che lavora nell’ufficio legale di una banca di investimenti, si è preso cura attraverso il cibo, e ne ha fatto quasi un rituale. Vittorio è dunque “accudente”, affidabile, ma è anche ambizioso, ed egocentrico. Vuole caparbiamente un figlio, anzi più di uno, da sua moglie Lea, anche se non ci riescono. Per lei ha già pensato a tutto… ha già pianificato tutto. Per Lea ha immaginato un ruolo, appunto, da accudita, da casalinga benestante, e da madre. Tra l’altro lui è un’esteta, ama la magrezza, il muscolo che tende la pelle delineandone i contorni. Quel suo prendersi cura di Lea gli è necessario, ne ammira le forme come un collezionista davanti a un’opera riuscita.

E Lea? Lea è combattuta. La sua mente le dice che Vittorio è l’uomo per lei, mentre il cuore è altrove. Infatti in Lea ricorre in modo persistente il ricordo di un ragazzo, un ragazzo speciale: Giacomo. Quel ricordo le arriva addosso nei momenti più inattesi. Giacomo conosciuto ai tempi del liceo, Giacomo così misterioso e interessante, tanto che andare a scuola significava per Lea soprattutto la possibilità di incontrarlo. Giacomo sparito, e poi ricomparso ai tempi dell’università, e divenuto suo amante e mentore. Giacomo che le aveva parlato di una equazione, una formula di fisica che sembrava racchiudere tutto il mistero della bellezza e dell’amore.

Ma cosa c’entra la fisica, la fisica quantistica, con l’amore? Secondo molti c’entra parecchio, e questo romanzo cerca di spiegarcelo. Sto parlando infatti di “Equazione di un amore”, l’ultimo romanzo di Simona Sparaco, edito da Giunti.

Attenzione, però: non pensiate che “Equazione di un amore” sia un trattato di fisica! Tutt’altro. E’ un romanzo sulla bellezza e sull’amore, che prende in prestito le leggi della fisica per spiegarci che, come avviane per i “sistemi” in fisica, se due persone hanno interagito tra loro per un certo periodo di tempo e poi sono state separate, non sono più due persone distinte. In qualche modo diventano un unico sistema, un’unica persona. E quello che accade a una di loro continua ad influenzare l’altro, anche se tra loro sono ora distanti.

Ascolta in proposito l’undicesima puntata di “Nel becco del gallo“, la trasmissione andata in onda come ogni domenica su Radio Radiosa Music il 20 novembre, cliccando sul link in alto, evidenziato in rosso. Contiene l’intervista a Simona Sparaco.

Simona Sparaco a margine dell’intervista ci ha anche anticipato che a gennaio 2017 sarà in libreria il suo nuovo romanzo “Sono cose da grandi”, pubblicato da Einaudi, terminato – pensate solo l’11 novembre scorso! Questo libro è una sorta di diario di viaggio, una lettera a suo figlio fatta in prima persona, per il bisogno ineludibile di spiegargli il senso del male: l’ISIS, il terrorismo, i terremoti, ad esempio. “Perché – dice Simona Sparaco – siamo tutti più esposti, e avevo bisogno di spiegare queste cose a mio figlio con la mia voce”.

Nella puntata andata in onda il 20 novembre, per “Fuori dall’angolo” abbiamo anche parlato di “Figlia di Tetide”, la silloge poetica di Maria Antonella D’Agostino, edita da Amicolibro.

figlia-di-tetideFiglia di Tetide”, la quarta raccolta di poesie di Maria Antonella D’Agostino dopo “Rose appassite e schegge di cristallo” del 2007, “Sfondando l’azzurro, sfiorando l’abisso”, del 2011, e “Non solo petali” del 2014, è un libro dedicato soprattutto alla città di Matera, dove Maria Antonella D’Agostino è nata e vive. Ed è dedicato e al mare, a lei caro, tanto che lei stessa nel volume lo definisce “un confidente segreto, un amico leale che non tradirà mai”.

Questo straordinario ambiente che è l’acqua fa da scenario alla raccolta di poesie di Maria Antonella D’Agostino, divisa in quattro sezioni, tutte che ruotano attorno al concetto di “radici”: Radici interiori, Radici della vita, Radici della terra, Piccole radici.

Figlia di Tetide” non è sfuggita a un grande poeta e osservatore, come Dante Maffia, che firma una accorata prefazione al libro, offrendo una interessante chiave di lettura per le 54 poesie della raccolta.

Nella stessa puntata di “Nel becco del gallo“, prendendo spunto dal romanzo di Simona Sparaco “Equazione di un amore”, che si sofferma sulla visione del destino come “planimetria di scelte”, per “Fuori i secondi” mi è tornato alla mente qualcosa che ho scritto a questo proposito qualche tempo fa, ispirandomi ad una canzone di Fabrizio De André.

Fa così:

Mentre marcivo in quella cella, tu cosa hai fatto? Cosa hai scelto di fare?

Odio o amicizia, guerra o amore, viltà o ribellione, è sempre una questione di scelte.

Il destino non è caso, o fortuna. Non è qualcosa da attendere. Piuttosto, non è forse qualcosa da raggiungere, scegliendo?

Nel becco del gallo … sperando che canti!

Sergio Gallo

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