Non è infallibile #ilbrevettodelgeco di #TizianoScarpa: il punto è la presa

Ascolta l’audio integrale dell’ottava puntata di “Nel becco del gallo”, in onda tutte le domeniche alle ore 9.00 su Radio Radiosa

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il-brevetto-del-gecoFederico ha 39 anni, una storia appena conclusa malamente con Veronica, ed è ostinatamente orientato a diventare un artista anche contro l’evidenza di un mercato che non premia il talento. Adele, 29 anni, poliglotta, è un’impiegata insoddisfatta in un’azienda che fa stampi in acciaio per vaschette alimentari e piatti per pic-nic.

A fare da sfondo alle loro esistenze, Milano……dove brulicano le persone più disparate, dove il futuro è esaurito da tempo tanto che bisogna ricavarlo dal passato. E una tensione verso l’assoluto che ad un certo punto sfocerà nella genesi di quella che nel romanzo è descritta come la Nuova Sovversione Cristiana. Una sorta di militanza religiosa “attiva”, che punterà a difendere ciascuno dei dieci comandamenti con metodi poco ortodossi, definiti da alcuni come veri atti terroristici, in una società occidentale sempre più alla deriva.

Sono gli elementi essenziali dell’ultimo romanzo di Tiziano Scarpa, “Il brevetto del geco”, pubblicato da “Einaudi”.

Il brevetto del geco” è un libro molto particolare, vertiginoso, che esalta dalla prima all’ultima pagina la forza delle parole. E le parole descrivono, e danno sostanza, ad una quantità infinita di dettagli delle vicende dei protagonisti, declinano ogni particolare, ogni spigolo, ogni colore in tutte le accezioni possibili.

Due vite distinte e parallele, quelle di Federico e di Adele, che a un certo punto della narrazione si incronceranno per alcuni attimi, e che sembrano soprattutto essere animate da ciò che, spesso, muove e dispera molti di noi: ricercare una vocazione, per dare un significato alla propria esistenza.

Ma c’è una sorpresa: Tiziano Scarpa non è il vero narratore di questo romanzo! Avete capito bene: non è un annuncio shock… questo romanzo in realtà è raccontato da …. “L’interrotto”. Vorreste saperne di più, vero? Non posso svelarvi oltre…posso solo dire che si tratta di un essere …umbratile che poteva essere, e invece non è stato.

E Tiziano Scarpa, direte voi, che c’entra? Beh, siccome L’interrotto è …pura essenza, non avrebbe certo potuto pubblicare un libro per conto proprio, e così… così ha chiesto a Tiziano Scarpa di farlo a suo nome.

Un po’ complicato, no? Beh allora sentite come scrive L’interrotto nella prefazione del romanzo “:

Io sono L’Interrotto. Tiziano Scarpa, venuto a conoscenza del progetto, e avendo compreso l’impossibilità di una pubblicazione a mio nome, si è messo a totale disposizione del libro. Ha accettato di porlo sotto le sue insegne, permettendo alle mie parole di venire alla luce.
Sapendo che Scarpa non ha figli, ammetto di aver sfruttato le sue fantasie di paternità offrendogli questo ruolo inedito. Egli ha acconsentito di buon grado a farmi da tutore transbiografico. … Ogni… parola… di questo libro, compresa questa, può essere considerata un tentativo di chiamare in tutti i modi possibili … la mancanza del mio nome.

E il geco? Un animale straordinario, unico. Capace di aggrapparsi ad ogni superficie, tranne al teflon, che riveste le pentole antiaderenti. Il brevetto del geco, quella sua straordinaria capacità di attaccarsi ad ogni cosa, ha insomma una falla, un unico punto debole. Proprio come quando cerchiamo di restare attaccati alla vita, alla realtà. Il punto, è la presa.

Di questo romanzo abbiamo parlato nella ottava puntata di “Nel becco del gallo”, la trasmissione in onda tutte le domeniche su Radio Radiosa Music (a Matera) dalle 9.00 alle 10.00. Ascolta il podcast della puntata cliccando sul link in rosso posto in alto nell’articolo.

divoratoriPer “Fuori dall’angolo”, nella ottava puntata abbiamo presentato “Divoratori”, una raccolta di 34 poesie e di 1 haiku scritte da Rossana Atzori ed edita da Tracce per la meta.

Rossana Atzori è lucana. Nata a Melfi, studia violencello presso il conservatorio Duni di Matera, è iscritta al DAMS di Roma ed è anche appassionata di fotografia.

Divoratori” è “l’opera prima” per Rossana Atzori, che pur essendo molto giovane vanta un’attività artistica di tutto rispetto. La sua è una voce nuova molto interessante. I suoi “giochi di parole” diventano realtà, e allo stesso tempo, sogno. Le sue liriche sintetizzano il senso di una poesia che deve farsi bella e forte, per poter portare il suo messaggio.

I papaveri sono fiori molto cari a Rossana Atzori, tanto che proprio i papaveri sono stati scelti espressamente da lei per la copertina di questa sua raccolta. A questo fiore di campo semplice, eppure dalla bellezza quasi sfrontata, l’autrice dedica addirittura una delle liriche contenute nel volume, intitolata appunto “Il papavero”, e lo richiama in un’altra, nella dimensione onirica di un’alba tragica.

Per “Fuori i secondi“, curiosando tra le righe del romanzo “Il brevetto del geco”, di Tiziano Scarpa, abbiamo incontrato uno dei protagonisti, Federico, che ad un certo punto partecipa alla realizzazione di un’opera d’arte di cui è parte lui stesso, e lo fa dipingendo di continuo dall’interno la vetrina di un negozio. Diventando ciò che dipinge, perché la vetrina è come il suo pensiero oggettivato.

Così mi ha fatto venire in mente una cosa che ho scritto qualche tempo fa: un tautogramma. Un esercizio letterario, che ha origini antichissime, dove le parole iniziano tutte con la stessa lettera.

Neanche a dirlo, si intitola …

VETRINE

Vagabondo vertiginosamente: via via, valico ventosi versanti. Vigorosi virgulti variegati vivificano voluttuosamente verdi vallate.

Vedo volti verrucosi, virulenti, volteggianti verso velenose vendette. Vedo versetti virtuosi vilipesi, vessilli vincenti vergati veementemente, vetuste vestigia violentate.

Vandali! Venti volte vigliacchi! Vorreste vantarvene? Voglio vedere veramente! Voi venerate velleitarie vedute, vendete vili variabili vaporizzando valori validi. Vergogna! Voglio vomitare!

Vulnerabile, visualizzo ventinove vincibili variabili, viziose vetrine visionarie. Vincitori verosimili vìolano vacui vinti. Viceversa, vessati volenterosi vangano verità verbose.

Veterani versus vetrai? Vette versus vallate? Viandanti versus vagabondi? Vero versus virtuale?

Vorticose vite variopinte, vissute vivacemente, veleggiano vibrando verso volubili vaticini.

Nel becco del gallo … sperando che canti!

Sergio Gallo

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