Come svolteranno #gliultimiragazzidelsecolo? Il romanzo di #AlessandroBertante su @RadioRadiosa

Ascolta l’audio integrale della quarta puntata di “Nel becco del gallo“, in onda tutte le domeniche alle ore 9.00 su Radio Radiosa

http://bit.ly/nelbeccodelgallo_04

gli-ultimi-ragazzi-del-secoloE’ il 1996. A bordo di una vecchia Panda marrone con il tettuccio apribile viaggiano Alessandro e il suo amico Davide. Percorrono la strada, in direzione di Mostar, oggi comune della federazione di Bosnia ed Erzegovina.

Immersi in un paesaggio a tratti così brullo da essere ostile, mentre ancora non si spengono gli echi della guerra, passano di fianco ai cimiteri di croci e di mezzelune delle opposte fazioni in guerra tra loro.

Con la loro Panda, Alessandro e Davide fiancheggiano il fiume Neretva, e Alessandro ripensa a quando forse tutto questo è cominciato, a quando la storia è ripartita tumultuosa senza chiedere il permesso.

Alessandro e Davide cercano risposte, anche se forse non hanno le domande giuste. Ma il viaggio dà ad Alessandro lo spunto per un tuffo nel passato, nella Milano dei primi anni ’80, quando Alessandro ha appena passato la soglia dei 10 anni, quando si è virata la prima soglia dell’esistenza e cominciano i problemi. Rivivrà il passaggio in quel decennio, mettendo a nudo i limiti di una generazione che si andava via via disimpegnando socialmente e politicamente, quasi avesse fretta di buttarsi alle spalle, di dimenticare le proprie contraddizioni.

Sto parlando de “Gli ultimi ragazzi del secolo”, l’ultimo romanzo di Alessandro Bertante edito dalla Scrittori Giunti, tra i 5 finalisti del Premio Campiello 2016. Un libro nel quale abbiamo curiosato nel corso della quarta puntata di “Nel becco del gallo“, il programma radiofonico settimanale che invita alla lettura e all’ascolto, in onda tutte le domeniche su Radio Radiosa dalle 9.00 alle 10.00.

Ascolta l’audio integrale della puntata cliccando sul link in alto, in rosso. Contiene l’intervista ad Alessandro Bertante.

la-leggenda-del-brigante-rubinoPer “Fuori dall’angolo” abbiamo poi parlato del libro di esordio di Angelo Raffaele Rubino, “La leggenda del brigante Rubino“, ambientato nella Matera di fine ‘800, edito da Giannatelli.

E visto che nella puntata si parlava tra l’altro di generazioni in cerca di riscatto, di guerra, di odio, di vendette senza fine, eccovi alcune righe che ho scritto qualche tempo fa, ispirate ad un fatto realmente accaduto nel 1864, lungo il fiume Sand Creek, nel Nord America, nell’attuale stato del Colorado.

Fanno così:

Le giacche blu ci furono addosso come un fiume in piena. Infilzavano i miei piccoli amici sulla punta di lunghi coltelli attaccati alla punta dei fucili.
Sgozzavano e macellavano chiunque.. i bambini, le donne, e vecchi inermi.. li comandava il colonnello Chivington, un uomo dagli occhi freddi come il cielo di inverno.

Sento, divento quel bambino, unico scampato a tanto orrore, pieno di odio..
Ora sono vecchio. Da allora ho ucciso molti nemici, li ho uccisi con le mie stesse mani, senza chiedermi perché. Cercavo onore, e giustizia. Li ho cercati con la forza.

Ma c’è onore, o giustizia, in tutto questo sangue? Non sono forse anch’io, ora, un altro colonnello Chivington?

Sergio Gallo

…Nel becco del gallo…sperando che canti!

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2 comments

  1. Sulla · ottobre 10

    Mi piace il tuo sguardo, la musica è trasversale ai racconti, non li accompagna, li trapassa, come un fiume che attraversa una città, e non divide, unisce, perché nel suo scorrere porta la terra di entrambe le rive.
    “Mai più” era la promessa, e invece la guerra ritorna nello stesso Continente, con altrettanta ferocia. Non è letta sui libri di storia, ma nelle pagine dei quotidiani, in giorni come tanti altri, di scuola,di lavoro, di tram persi.
    Una generazione che respira questo.
    La contrapposizione, l’odio. Mi hai fatto ricordare una poesia di Wislawa Szymborska “L’odio”… “È un maestro del contrasto” […]
    “Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.”
    La storia ce lo insegna. Quello stesso odio che ritroviamo nelle dolorose storie dei briganti, storie di terre aspre nelle quali la ragione di Stato compiva massacri con ferocia inumana. E quello stesso odio alimentava efferatezze anche in coloro che, invece, cercavano di riscattarsi da una condizione di miseria. “Anche la giustizia va bene all’inizio. Poi corre tutto solo.” scrive ancora Szymborska.
    Tutto ritorna nelle tue parole “Non sono forse anch’io, ora, un altro colonnello Chivington?”
    Sì, il confine è labile…

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    • nelbeccodelgallo · ottobre 10

      ..odio, o amicizia, viltà o ribellione, guerra o amore… è sempre una questione di scelte..
      il destino non è caso, o fortuna.. non è qualcosa da attendere.. Piuttosto, non è forse qualcosa da raggiungere, scegliendo?

      Mi piace

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