#rossanacampo, dove troveremo un altro padre come il tuo?

Ascolta l’audio integrale della terza puntata di “Nel becco del gallo“, in onda tutte le domeniche alle ore 9.00 su Radio Radiosa

http://bit.ly/nelbeccodelgallo_3

rossana-campo-2Renato, il padre di Rossana, è un uomo dalle mille sfaccettature, molto intrigante per certi aspetti. Renato a volte dimostra una grande affinità, e attenzione, nei confronti di sua figlia Rossana, e della vita in generale. Molto più spesso, però, si lascia andare al suo modo burbero e a tratti purtroppo violento…– specie nei confronti di sua moglie – a causa dell’alcool in cui si è rifugiato dopo essere stato licenziato dall’Arma dei carabinieri.

Rossana ama e odia suo padre Renato, divisa tra l’attrazione carismatica che lui esercita su di lei, e il gorgo nel quale quest’uomo sa sprofondare quando si attacca alla bottiglia trascinando tutti con sé.

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E’ la trama del romanzo autobiografico “Dove troverete un altro padre come il mio” (edizioni Ponte alle Grazie) di Rossana Campo, vincitrice del Premio Strega Giovani 2016, tra i dodici finalisti del Premio Strega dello stesso anno, un libro nel quale abbiamo curiosato nel corso della terza puntata di “Nel becco del gallo“, il programma radiofonico settimanale che invita alla lettura e all’ascolto, in onda tutte le domeniche su Radio Radiosa dalle 9.00 alle 10.00.

Ascolta l’audio integrale della puntata cliccando sul link in alto, in rosso.

rosasangueNel corso della puntata, per “Fuori dall’angolo” approfondimento anche per “Rosa sangue” (edizioni Altrimedia), un’antologia fantastica di 18 racconti per raccontare il femminicidio, a cura di Donato Altomare e Loredana Pietrafesa, e la prefazione di Daniele Giancane.

E a proposito dal rapporto tra padri e figli, ecco alcune righe che ho scritto poco tempo fa, che raccontano di un’occasione perduta.

Avevo appena finito di raccontargli del mio primo vero gesto d’amore, del mio tumulto di emozioni, della mia prima volta.

A quel punto…mio padre… si mise lentamente a sedere, e restò in silenzio, per un tempo infinito…io lo osservavo, sperando che si mettesse in ascolto, che mi chiedesse qualcosa, o che mi indirizzasse anche solo un segno di complicità maschile.

Invece, in silenzio, si alzò e andò via, lasciandomi …da solo.

Ditemi, come si può lasciare un figlio da solo? E’ una enormità, una cosa innaturale, è una promessa non mantenuta.

Così ho capito. Ho capito. E da quel giorno, come le vecchie contadine del materano che masticano il favo e gettano via la cera, ho sputato via gli scarti.

E ho tenuto per me, solo per me, il dolce delle cose.

Sergio Gallo

…Nel becco del gallo…sperando che canti!

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