#Appia: suggestioni potenti con #PaoloRumiz lungo “la madre di tutte le vie”

Ascolta l’audio della seconda puntata di “Nel becco del gallo“, in onda tutte le domeniche alle ore 9.00 su Radio Radiosa

http://bit.ly/nelbeccodelgallo_2

paolo-rumizPer i Romani era “la regina della strade”. Qualcuno oggi la chiama “la madre di tutte le vie”. Collegava Roma a Brindisi, uno dei più importanti porti da cui partivano le rotte commerciali per la Grecia e l’Oriente. Una via oggi quasi dimenticata dalla maggior parte di noi, se non fosse per alcuni sprazzi di “resistenza” quasi “partigiana” che la sottraggono alla totale incuria e allo sfacelo.

E’ la via Appia

Ascoltatene …il suono, mentre la parola si forma.. un nome che, seduce anche solo per quella doppia “A” che è come un “do” di petto.

Questa è la suggestione potente che ci trasmette Paolo Rumiz, scrittore e giornalista, nel suo ultimo romanzo che prende lo stesso nome di questa strada antica e quasi dimenticata: “Appia“. Strada che nel 2015 Rumiz, con un gruppo di amici, ha percorso interamente.

Non da pellegrino, ma da “viandante”, riscoprendo il tracciato dell’antica via Appia, la madre di tutte le strade, perché se “Roma era le sue strade”, l’Appia era sicuramente la numero 1.

appiaUn romanzo scritto letteralmente, materialmente, percorrendo l’Appia antica, prendendo appunti e riportando testimonianze e tracciando sentieri. Che non può non richiamare le analoghe esperienze realizzate da innumerevoli viaggiatori del Camino de Santiago de Compostela. Surclassata dall’Appia, dice Rumiz, per contenuti e per varietà di paesaggio.

Paolo Rumiz con “Appia” ci porta indietro nel tempo. O forse il tempo, lungo l’Appia, si è fermato. E se una persona passasse in fretta, e ci schernisse perché restiamo come dei matti, immobili sulla strada ad ascoltare il fruscìo del vento sul grano, dovremmo solo pensare, come scrive Rumiz, che forse più di venti secoli ci separano da quella persona.

E a proposito della magia del cammino, voglio leggervi poche righe che ho scritto qualche tempo fa, proprio dopo aver vissuto, da laico, l’esperienza profonda del Cammino di Santiago. Un’esperienza, quella di un lungo cammino a piedi, che forse ciascuno di noi dovrebbe affrontare almeno una volta nella vita.

Ecco quelle righe.

Abbandonare la sicurezza di un equilibrio artefatto, in cambio dell’incertezza di un nuovo percorso, è una scelta. Una scelta difficile.

Senza più maschere, ti affianchi ad anime sconosciute. Con loro condividi un pezzo di strada, dei ricordi, parole e musiche, emozioni sconvolgenti, oppure un silenzio complice e liberatorio. Un’alleanza di passo. Anime libere che si scelgono, che convergono per un tratto l’una verso l’altra e si abbracciano, pur nella persistente diversità di ciascuna. Dando vita ad un’unione feconda, e irripetibile.

Ma un profumo ti trattiene, oppure un pensiero più insistente. Rallenti. Ogni anima è fedele al proprio piede, e quel connubio si scioglie.

E’ trascorsa un’ora, o un giorno? Proseguirai ancora lungo quel cammino, senza potervi più rinunciare. Sfiorando talvolta, nuovamente, altre anime. Divisi e paralleli, eppure straordinariamente convergenti nell’unico spettacolo che non può mai finire.

Ma queste sono solo alcune pillole di “Appia“. Domenica 18 settembre, su Radio Radiosa, abbiamo parlato di molto altro ancora proprio con Paolo Rumiz durante l’intervista trasmessa nel corso della seconda puntata di “Nel becco del Gallo”, il programma di parole e musica in onda ogni domenica, dalle 9.00 alle 10.00, come invito alla lettura e all’ascolto.

Scarica allora il podcast dalla pagina Facebook di Radio Radiosa Music, oppure clicca sul link in alto nella pagina, e ascolta la trasmissione! Vi troverai molte sorprese, e spunti di riflessione.

Ma soprattutto, non mancare l’appuntamento con Radio Radiosa domenica 25 settembre, sempre dalle 9 alle 10, per la terza puntata di…

Nel becco del gallo…. Sperando che canti!

Sergio Gallo

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