#alterazioni

piano

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Ancora una piazza
con voce e piano,
esorcismo di note
per pensieri oscuri.

Chiudi gli occhi,
musa non più gaia,
e posa le dita
sui bianchi sicuri.

Unisco tono pieno
ai tuoi accordi maggiori,
spingo il diaframma
sul pedale insistito.

Ma la destra fatica
in equilibrio sui neri,
la sinistra si allarga
e insegue l’armonia.

Alterazioni da spartito,
scritture dolorose,
imposizioni di vita
in chiave di “è così“.

Mi aggrappo al fraseggio,
porto giù il mento,
prendo fiato e supero
la trappola del bemolle.

Indugi sul minore
comodo per le mie corde,
ma spietato in risonanza
col tuo amaro profondo.

Finalmente sorridi
al mio invito silente,
e sciogli l’incanto
oltre la partitura.

Sono qui ancora,
di cuore e di pancia.
Muto, sostengo il tuo assolo
fuori dal pentagramma.

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