Ai piedi dell’arcobaleno (prima parte)

Ascolta l’audio di questo racconto

..Avevo sentito che andar per montagne fosse per gente tosta, e a quel punto due erano le cose: o erano baggianate, o ero tosto pure io!

Digitalizzato_20160221 (5)

Trova il tuo passo!”.

Era questa la raccomandazione degli esperti. Sembra banale, ma è così quando si va in montagna d’estate, per sentieri. Camminando in salita, quando la gamba davanti si allunga troppo, la coscia lavora male e il polpaccio che spinge si affatica. Io ci provavo a trovare quel movimento, il mio movimento, ma ero da 10 in teoria, e 4+ nella pratica… Un diciannovenne piedidolci della bassa in un caldo sabato d’agosto, ecco quello che ero. Pieno di sano entusiasmo, ma con un curriculum da 150.. Ma sì, dai, 150: come il numero dei passi necessari a coprire, in pianura, il percorso tra la mia auto e la piazzola scelta per il pic-nic con gli amici.

In montagna, sulle Alpi, è tutto diverso. Qui le distanze in linea retta non esistono, e si misurano in ore di cammino. Se la salita vi sembra tosta, aspettate di vedere come sarà il ritorno, in discesa: roba da rimetterci le ginocchia! Poi tutto dipende anche dal tipo di terreno dal caldo dal freddo dalle sorgenti dalle pietre che rotolano sotto le scarpe dagli scarponi dal peso dello zaino dalle ortiche sulle cosce se portate i pantaloncini dalle zanzare dai panini che mangiate dal numero di foto che vi ostinate a scattare nonostante tutto…  E dalla pioggia! Diamine, quando piove è un vero macello. Ho scoperto che per quanto ci si possa imbustare con le tele più cerate del mondo, se piovepiove alla fine sei sempre zuppozuppo. Anche perché sudi come una bestia con tutti quegli strati impermeabili che indossi quando diluvia. E se non proteggi bene lo zaino, anche tutte le robe che ti porti dietro sono zuppe. Così non hai che robe zuppe addosso e robe zuppe da metterti come ricambio.

Ma dov’ero? Mi sono perso… Nel racconto voglio dire, per sentieri no. Almeno.. non ancora!

Ah sì, dicevo del passo. “Capo” Giuseppe non si era meritato quel titolo per caso. A 27 anni, era tra i più anziani del nostro gruppo. Aveva un passo fantastico, da vero habitué della montagna. Cadenzato, fluido, e con il busto oscillava ritmicamente avanti e indietro  sotto il peso dello zaino, slanciando ogni passo con quel pendolo. Il suo movimento.

Lasciato il rifugio di Pian delle Gorre, a poco più di 1.000 metri di altitudine, in 16 avevamo praticamente passeggiato alla spicciolata nella vallata in direzione sud-est, lungo un corso d’acqua quasi asciutto e in direzione del massiccio del Marguareis. La leggera salita faceva sorridere persino un meridionale tendenzialmente marittimo come me. Tutta qui la potenza delle Alpi Liguri? E la leggendaria fama degli Alpini? Quello era un posto per educande? Avevo sentito che andar per montagne fosse per gente tosta, e a quel punto due erano le cose: o erano baggianate, o ero tosto pure io!

Ma arrivati alla base del Pian delle Vipere fu un’altra musica. Eravamo al Gias Sutan. E’ lingua occitana: a quel tempo erano riusciti a farmi pronunciare quelle e altre parole, ma ora faccio fatica. Il sentiero saliva dritto di fronte a noi in mezzo agli alberi, sempre in direzione sud-est. Ora io mi chiedo: cosa ci stanno a fare le curve di livello, se poi i sentieri li tracciano lungo le linee di massima pendenza? Cominciavo a sbuffare come una caffettiera, e il sudore mi faceva bruciare gli occhi. Camminavamo all’ombra, ed anche se inesperto sapevo che mettendo il cappello avrei solo sentito più caldo. Una fascia! Ci voleva una fascia! Un bel fazzolettone annodato sulla fronte, a guisa di pellerossa. Nello zaino ne trovai uno, anche pulito. Oggi coi fazzolettini di carta sarebbe un po’…diciamo scomodo farsi una benda per la fronte. Ma allora eravamo in epoca in cui i kleenex facevano appena capolino, anche se dentro la confezione ne trovavi 10 mentre oggi te ne sfilano uno da ogni pacchetto e dicono che ti fanno risparmiare.

Mi sono perso di nuovo… Ah… insomma, da piedidolci delle pianure a indiano delle montagne: che metamorfosi! Era bastato un fazzolettone!

Capo Giuseppe passò in testa al gruppo, col suo caratteristico movimento a pendolo. Trovò subito il passo, adattandosi perfettamente a quella pendenza. Il suo era puro istinto. Noi gli andammo dietro, io con lo sguardo fisso sugli scarponi di chi mi precedeva per studiare gli appoggi migliori e calcolare le distanze, e l’orecchio teso a cogliere il rumore di quel ritmo cadenzato dei passi per darmi più slancio. Smisi di scherzare e anche di parlare: il fiato adesso mi serviva! Diamine come si saliva!

Sopra Pian delle Vipere uscimmo allo scoperto: niente più alberi a proteggerci dal sole. E il sentiero, dopo aver fatto finta di piegare a destra e sinistra in pianura, riprese a tirare su per altri 300 metri di dislivello. Sempre con lo sguardo basso sul terreno, andai quasi a sbattere contro il Rifugio Garelli, dove avremmo passato la notte. Ero a 2.000 metri: ne avevo fatti circa 1.000 in salita, e in poche ore! Ma non potevo ancora immaginare che il vero cimento sarebbe stato il giorno dopo.

A cena ne parlammo tutti insieme. La cima del Marguareis era praticamente lì, a poca distanza da noi, a quota 2.600, e partendo in pochi, di buon mattino, si sarebbe potuto raggiungerla in qualche ora. In tempo per ridiscendere da un’altra parte e ricongiungersi al gruppo all’ora di pranzo, per rientrare al Pian delle Gorre in serata. Niente di troppo complicato: qualche ora di buon cammino passando dai laghetti, da qualche tratto di ferrata, e percorrendo poi gli ultimi tratti sul crinale brullo vicino alla cima.

In 3 erano decisi a farlo.

– CONTINUA –

#nelbeccodelgallo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...