Nel becco del gallo

..sperando che canti!

Gallo

E’ solo un buon augurio, anche se sembra una filastrocca per bambini. D’altra parte, dopo aver speso anni a convincere i miei figli a non aver paura del lupo “..che è amico di papà..“, non mi sembrava il massimo farlo crepare in risposta ad un “..in bocca a..” del quale si è pur scritto tanto, e bene. Scomodare gli attributi dei ricci per starvi nel mezzo fa male solo a pensarlo, così come la fantasia diffusa che chiama in causa le balene per numeri da circo non tiene conto di come queste non siano consenzienti.

Insomma, ci voleva una sterzata benaugurante al naturale, pacifista e bucolica! Nacque così, tra le mura di casa, nel becco del gallo, tra l’altro evocativo del cognome che porto e sul quale è stato facile per anni scherzare. La risposta, poi, era quasi scontata.

Nel becco del gallo (sperando che canti) diventò virale tra amici, conoscenti, annessi e connessi. E siccome, come diceva Anthony Hopkins, “..la prima regola è la semplicità..” consequenziale è stato recuperare quell’augurio come nome del blog. Il mio primo blog. E non per parlare di canzoni, almeno non solo.

Di cantare canto davvero, coi Gigli e Gigliastri, passando dalla musica al teatro quasi come un vero cantastorie. Ma il punto non è questo. Nel becco c’è ancora molto altro, da dire e da raccontare, per diversamente giovani come per i ragazzi. E siccome i miei figli sono troppo grandi per sentirne altre e troppo piccoli per darmi dei nipotini da stupire, e gli adulti spesso hanno troppa fretta per fermarsi ad ascoltare, ho deciso di scriverle, quelle storie. Di raccontare storie di vita, mia o altrui, pescate o vissute non solo a Matera, dove vivo, ma in giro.

Raccontare storie mi è naturale come ascoltarle. Ci sono cresciuto, con le storie. Adoro perdermi nei racconti, lasciarmi sedurre e cullare da una voce e dalle immagini che le parole sanno suscitare nella mia fantasia. E in quell’immaginario passa, e si scambia, il sentire più profondo, un messaggio forte oppure un sorriso, di chi racconta di chi ascolta.

Condividere quelle emozioni provate, oppure descriverne e condividerne di nuove, è per me un bisogno. Ineludibile.

Sergio Gallo

 

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